Un vocabolario by Heart

Antifragilità

Al contrario del fragile che ha bisogno di ordine e sicurezza perché si rompe se viene scosso e a differenza del robusto che resta uguale sotto stress ma soffre il tempo che passa, l’antifragile cresce grazie al caos, all’incertezza, al disordine e allo stress e si fortifica grazie ai piccoli errori. Divenire antifragili è saper trarre beneficio dai grandi cambiamenti che ci attraversano.

Ascolto

L’ascolto, a differenza del sentire, è un atto di volontà che implica attenzione e partecipazione. Tutti abbiamo bisogno di essere e di sentirci ascoltati, eppure pochi sanno veramente ascoltare. Chi acquisisce questa capacità riceve partecipazione dagli altri, genere di prima necessità per affrontare insieme il cambiamento.

Autorevolezza

Il XIX secolo fu il secolo del coraggio, il XX secolo quello dell’autorità, il XXI secolo ha bisogno dell’autorevolezza, che si nutre della capacità di creare fiducia anche quando non si hanno risposte pronte e di farsi ascoltare anche tenendo bassa la voce.

Conflitto

Un conflitto può essere distruttivo o generativo, a seconda che segua la regola del “mors tua vita mea” o la logica del win win. Imparare a gestire i conflitti e renderli generativi significa contribuire a generare processi decisionali più fluidi e contribuire al benessere proprio e altrui sul lavoro e nella vita privata.

Consapevolezza

Tutto cambia rapidamente, nulla è come si era previsto, ma si fa molta fatica ad accettare il cambiamento. Si resiste nelle proprie abitudini mentali, con l’illusione che siano le uniche a garantirci sicurezza. È sempre più importante divenire consapevoli dei nostri nemici interiori al cambiamento e dei nostri alleati, le risorse che abbiamo e che dobbiamo imparare a far emergere.

Empatia

L’empatia è la capacità di accogliere, accettare e capire il mondo emotivo e cognitivo dell’altro, senza pregiudizi e con rispetto. Grazie ai neuroni specchio siamo naturalmente empatici ma culturalmente siamo ben lontani dal sentire come se fossimo l’altro. Non si va a scuola di empatia ma la si può allenare grazie all’ascolto e alla capacità di arricchire il proprio vocabolario emotivo.

Immaginazione

Prima ancora di creatività, che rielabora in modo nuovo cose conosciute, c’è bisogno oggi di immaginazione, della capacità di creare, sviluppare e realizzare modelli mentali di cose e situazioni che ancora non esistono.

Solo allenando e valorizzando l’immaginazione si possono creare opportunità e trovare nuove strade di sviluppo.

Narrazione

Si entra nella propria vita quando si inizia a raccontarla. Alla radice dei momenti più intensi ci sono fatti che sono diventati storie, che abbiamo raccontato e raccontandoli li abbiamo capiti meglio. La narrazione è la possibilità di trasformare i meri fatti della vita in esperienza. Le imprese vivono grazie a vari capitali, il capitale narrativo è essenziale nei momenti di crisi e nei grandi cambiamenti nei quali si può rinarrare il passato per comprendere meglio il presente e disegnare il futuro.

Semplicità

Più c’è complessità, più qualcosa di semplice si nota. La semplicità dona energia. Connette. Facilita. Ma è questione di decision making, è porre l’accento sull’essenziale piuttosto che sul ridondante, levare piuttosto che aggiungere, fare spazio piuttosto che occuparlo. È un’arte di quei pochi che sanno trasmettere idee in modo chiaro e organizzare la propria vita in modo da lasciare spazio all’imprevisto e affrontarlo con equilibrio.

Sense Making

Da quanto tempo non ti chiedi “che senso ha quello che faccio?” e da quanto non lo chiedi ai tuoi collaboratori? Passare del tempo a farsi questa domanda è la migliore perdita di tempo che si possa sperare per poter riconquistare la qualità del proprio e altrui lavoro. A patto che si sia consapevoli che il senso non lo si trova ma lo si può solo costruire, anzi,

co-costruire.

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